Storie per crescere

Le relazioni di un’ape

Le relazioni di un’ape
4 Marzo 2020

C’era una volta un’ape.

O forse era… c’era una volta l’uomo?

Magari una mosca?

Ricominciamo…

C’era una volta un’ape, una mosca e l’uomo.

Tanti di noi, così a prima impressione, non ne troverebbero grandi relazioni.

Invece è proprio di relazioni che parleremo.

Basta un minimo di conoscenza etologica per sapere quanta importanza abbiano le api nel nostro ecosistema. Pensate che la maggior parte della produzione di frutta e verdura, così come l’esistenza di migliaia di piante e fiori, dipendono dalla loro vita e dal lavoro di impollinazione che tanto le caratterizza.

Le api sono famose anche per la complessa società che hanno sviluppato.

Una società dove il senso della collettività è importante tanto quanto, se non più, di quello del singolo individuo. La salute del singolo, è la salute del gruppo.

Ma la storia che vi vorrei raccontare è un’altra quest’oggi.

Parla di un’ape e di come essa voli di fiore in fiore, estraendone il nettare senza intaccare la pianta.

La mentalità dell’ape è quella di cercare l’essenza di ogni fiore.

Persino in luoghi pieni di immondizia, loro trovano un fiore invece che prestare attenzione a tutto quel sudiciume.

Nelle nostre relazioni abbiamo molto da imparare dall’ape: essa ci insegna a trovare il nettare, il bello e il buono di ogni cosa, esseri umani in primis.

I difetti sono e saranno ovunque, ma decideremo noi a cosa prestare attenzione. Scoprire o lamentarsi, insomma.

La mosca rappresenta invece un altro modo di rapportarsi con gli altri.

Quello di cercare il marcio, il malato e il negativo.

Essa ignora il dolce profumo dei fiori, e anche nelle migliori situazioni rivolgerà la sua attenzione alla spazzatura.

Cercare il male è un abito, una dipendenza che a volte attanaglia le nostre vite, o quelle di qualcuno che cui entriamo in contatto.

Attenzione però, criticare chi critica sempre senza vedere anche il loro nettare paradossalmente ci metterebbe nella loro stessa posizione!

Con questo, perdonatemi, non voglio sminuire la bellezza di un essere vivente come la mosca, che altrettanto ha una sua dignità nel cosmo, quanto piuttosto sfruttare la differenza di due insetti per mostrare due differenti modalità di vivere dell’uomo.

In un caso adatte, e nell’altro forse meno idonee, per costruire buone relazioni.

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