Leadership

Quale genitore (leader) sei?

Quale genitore (leader) sei?
23 Giugno 2021

Occupandomi di psicologia e leadership non ho potuto fare a meno di accorgermi delle forti connessioni presenti fra alcuni modelli genitoriali e quelli di guida nei team aziendali.

Cambiano i contesti, con le ovvie dovute differenze, ma alcune costanti mi sembrano palesi.

I modelli che propongo sono risultato della sintesi di diverse teorie.

Alcuni come potete vedere sono decisamente più negativi che positivi, altri appaiono come più opportuni ed efficaci.

Aderire a uno di questi modelli in modo esclusivo credo sia molto difficile, oltre che rischioso quando questo è evidentemente più ricco di risvolti indesiderati.

In ogni caso ci sono momenti dove stili che paiono scorretti sono funzionali, e viceversa modelli apparentemente efficaci perdono la loro efficacia.

Conoscerne però la natura e il funzionamento di base credo sia per lo meno curioso.

Riuscite a vedere le connessioni con alcune tipi di leadership?

GENITORE COLONNELLO: fa rigare dritti i loro figli con rigide regole e severe punizioni.

Considera l’obbedienza come una virtù e parte dal presupposto

che gli altri siano un po’ asini.

Controlla in modo eccessivo esigendo il rispetto del protocollo definito sempre come migliore e privo di errori.

Le aspettative sono alte e la comunicazione poco aperta.

I figli tendono a essere oppositivi, rabbiosi o più depressi del normale. La bugia diviene modo per evitare la punizione. Spesso si sentono privati della loro libertà e tendono a essere ligi solo quando osservati e mossi più da paura che comprensione.

Questo stile è però utile in alcune occasioni: quando ci sono situazioni di emergenza o non vi è tempo per decidere insieme. Trova spazio anche quando deve porre freno a comportamenti inaccettabili o rischiosi per altri.

 LEADERSHIP associata: AUTORITARIA

GENITORE ELICOTTERO: Il genitore elicottero organizza ogni aspetto della vita dei propri figli. Pur nascendo da buona volontà produce diminuzione dell’autonomia e influenzamento eccessivo delle scelte. I bambini corrono e sono meno a rischio, ma si sentono soffocati e saranno inclini ad avere poca fiducia di sé così come paura del fallimento.

Il genitore di questo tipo è spesso iperprotettivo, sfociando nella figura del maggiordomo che sostituendosi al figlio gli impedisce di imparare a prendersi cura di sé. Se da un certo verso questo protegge il bambino, dall’altro gli impedisce di esporsi alla vita costruendo le sue difese.

Questo genitore, essendo coinvolto in ogni aspetto della vita del figlio, può perdere la sua libertà, venendo meno ai suoi bisogni e ai suoi compiti personali/ professionali.

Il bambino invece, essendo abituato a essere servito e riverito, sviluppa aspettative molto alte, spesso deluse dalle difficoltà della vita.

LEADERSHIP associata: IPERPROTETTIVA

GENITORE FARO: offre supporto e direzione, senza sostituirsi. Quando richiesto da consiglio, ma sa anche farsi da parte al momento opportuno.

Non concede l’approvazione incondizionata (se non nei primi anni di vita), educando ad esempio i figli a non essere malvagi o maleducati.

Lascia fallire i propri figli, assicurandosi però che non affoghino nei problemi.

Offre obiettivi appropriati, in funzione dell’evoluzione del bimbo.

Questi genitori incoraggiano la comunicazione in un ambiente protetto e accolgono le emozioni aiutando i figli a comprenderle, anche accettando il conflitto e le divergenze.

Con la loro luce si assicurano che i bambini non si schiantino contro le rocce, ma gli permettono di cavalcare le onde anche se a volte diventano un po’ instabili.

I figli tendono a essere stabili, fiduciosi delle loro potenzialità (pur riconoscendo i loro limiti) e capaci di affrontare le sfide, nel bene e nel male.

 LEADERSHIP associata: AUTOREVOLE

GENITORE FANTASMA: poco coinvolto nella vita del bambino tende a essere assente. Se l’unico pregio può esser quello di condizionare il bambino a essere più autosufficiente di solito sono molti i contro: difficoltà a gestire le proprie emozioni, tendenza alla depressione e problemi nelle relazioni sociali.

Talvolta questa condizione, determinata magari da situazioni organizzative (genitori soli o troppo oberati dal lavoro), porta i figli a sentirsi poco amati e invisibili.

A volte può essere mancante in tutto, a volte solo negli aspetti pratici o talvolta in quelli emotivi, producendo risvolti non rosei a seconda della mancanza specifica.

Talvolta più che trascurare è presente un vero e proprio rifiuto, che potrebbe portare i figli a una certa disillusione nei confronti delle persone e del loro valore.

I genitori di questo tipo oltre non offrire dei modelli mettono i loro figli in condizioni rischiose, di cui però potrebbero poi essere loro responsabili.

Il genitore negligente ha basse aspettative e non permette così al proprio figlio di evolvere e affrontare le sfide della vita.

 LEADERSHIP associata: LAISSEZ-FAIRE

GENITORE AMICONE: permette ai figli di fare qualsiasi cosa, senza dare regole. Fatica a comprendere la differenza fra adulto-genitore e minore-figlio, privando di significato l’educazione e la regola sociale.

Le sue parti positive sono la gentilezza, la complicità e la capacità di divertirsi insieme anche svolgendo compiti.

Il rischio è quello di non saper porre limiti, non dare struttura ed essere incapace di rendersi severi quando necessario.

Spesso il comportamento è mosso dal bisogno di evitare i conflitti, elemento invece essenziale nelle relazioni.

Essere permissivi permette però ai figli di esplorare e non temere l’errore.

Il pericolo per i bambini è invece quello di non rispettare le norme, non sviluppare auto-disciplina e diventare ansiosi quando le pressioni esterne a cui non sono abituati li investono.

 LEADERSHIP associata: DEMOCRATICA

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